Anche quest’anno è stato scelto il mese di Ottobre dalla Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, per la Campagna Nastro Rosa. Una serie di eventi e di iniziative volte a informare le donne sull’importanza dei controlli preventivi per prevenire il tumore al seno. In caso di malattia, individuarla in fase iniziale. La diagnosi precoce è infatti fondamentale per aumentare le probabilità di sopravvivenza.tumore al seno-ottobre-rosa

“Ogni regione ha programmato eventi, incontri ed iniziative per la popolazione, ma anche campagne di screening gratuite; è possibile verificare sul sito della propria regione o asl le date e tutte le ulteriori informazioni!”

La prevenzione tutto l’anno

La prevenzione è l’unico strumento efficace che abbiamo a disposizione per intercettare il tumore il prima possibile. Per questo non dovremmo aspettare il mese di Ottobre per prenderci cura di noi!

Perché fare prevenzione vuol dire proprio questo: fermarci, ascoltare il nostro corpo, dargli importanza, curarlo, prendercene cura… in altre parole amarci!

Il sistema sanitario nazionale prevede tre screening gratuiti. Specifiche fasce d’età per tre tipologie di tumori: il tumore al collo dell’utero, il tumore del colon e il tumore al seno.consapevolezza-tumore al seno

Ma ecco alcuni numeri!

  • Il tumore al seno è il tumore più frequente nel sesso femminile
  • Colpisce 1 donna su 9 nell’arco della sua vita
  • La sopravvivenza a 5 anni è in continuo aumento arrivando all’87%
  • Nel 2019 si sono ammalati di tumore al seno 53000 donne e 500 uomini
  • Il 5-7% dei tumori al seno è ereditario. Circa un quarto dei casi di tumore del seno ereditario è caratterizzato dalla presenza di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2
  • Esistono due i tipi di cancro al seno: invasivo e non invasivo
  • Se il tumore viene identificato allo stadio 0, la sopravvivenza a cinque anni nelle donne trattate è del 98%. Le ricadute variano tra il 9 e il 30 per cento dei casi, a seconda della terapia effettuata

Sintomi: cosa cercare

In genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore.

Da cercare, invece, sono gli eventuali noduli palpabili o addirittura visibili, anche se in genere questi sono segni di una forma tumorale già avanzata. La metà dei casi di tumore del seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella.

Importante segnalare al medico anche alterazioni:

  • del capezzolo (in fuori o in dentro),
  • perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale),
  • cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d’arancia localizzato) o della forma del seno.tumore al seno-prevenzione

La maggior parte dei tumori del seno non dà segno di sé e si vede solo con la mammografia. Nella donna giovane, tra i 30 e i 45 anni, con l’aiuto anche dell’ecografia.

Vi sono diversi fattori di rischio per il cancro al seno:

  • L’età: più del 75% dei casi di tumore al seno colpisce donne sopra i 50 anni.
  • La familiarità: circa il 5-7 per cento delle donne con tumore al seno ha più di un familiare stretto malato (soprattutto nei casi giovanili).
  • Gli ormoni: svariati studi hanno dimostrato che un uso eccessivo di estrogeni (gli ormoni femminili per eccellenza) facilitano la comparsa del cancro al seno. Per questo tutti i fattori che ne aumentano la presenza hanno un effetto negativo e viceversa. Per esempio le gravidanze hanno un effetto protettivo, così come l’allattamento.
  • Le alterazioni del seno, le cisti e i fibroadenomi che si possono rilevare con un esame del seno non aumentano il rischio di cancro. Sono da tenere sotto controllo i seni che alle prime mammografie dimostrano un tessuto molto denso. Oppure con la presenza di una forma benigna di crescita cellulare chiamata iperplasia del seno.
  • Anche l’obesità e il fumo hanno effetti negativi confermati da numerosi studi.

La prevenzione passo dopo passo

È possibile ridurre il rischio di ammalarsi con un comportamento attento e alcuni esami di controllo. È sempre bene fare esercizio fisico, avere un’alimentazione corretta e adeguata al proprio stato di salute.

Anche l’allattamento è uno strumento di prevenzione, perché allattando la cellula del seno completa la sua maturazione diventando più resistente a eventuali trasformazioni neoplastiche.

La mammografia è lo strumento attualmente più efficace per una diagnosi precoce. Il ministero della salute propone uno screening mammografico gratuito a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni di età ogni due anni. La cadenza può variare a seconda della storia personale della donna.

Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di cancro al seno. Indica una maggiore probabilità di essere affette dalla patologia. Per questa ragione, in caso di un sospetto, al primo esame seguono ulteriori accertamenti diagnostici. All’interno dei programmi organizzati di screening si effettuerà una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica. A questi esami può far seguito una biopsia per valutare le caratteristiche delle eventuali cellule tumorali.

Soltanto al completamento di questo percorso si ottiene la conferma della diagnosi e, in caso di positività, si dà il via all’iter terapeutico.

Nelle donne ad alto rischio per storia familiare o portatrici di mutazione genetica i controlli strumentali dovrebbero iniziare all’età di 25 anni. Almeno dieci anni prima dell’età di insorgenza del tumore nel familiare più giovane.

Nelle donne con un’età compresa tra 40 e 49 anni le linee guida suggeriscono di effettuare una mammografia. Personalizzando la cadenza in base ai fattori di rischio, la storia familiare e la densità del seno.

L’ecografia è un esame molto utile per valutare un seno giovane poiché la mammografia non è adatta. Viene consigliata su suggerimento del medico soprattutto in caso di comparsi di noduli. Va ricordato però che questo esame non è un’alternativa alla mammografia. I due esami si integrano e sono complementari.

La risonanza magnetica viene riservata ai seni molto densi o ai dubbi diagnostici, sebbene possa essere di grande aiuto in casi specifici.

La visita: è buona abitudine fare una visita del seno presso un ginecologo, un’ostetrica o un medico esperto almeno una volta l’anno, indipendentemente dall’età. palpazione-tumore al seno

I test genetici per la ricerca dei geni BRCA1 e 2, responsabili di alcune forme ereditarie di cancro del seno. Sono strumenti di prevenzione utili in situazioni particolari. In cui si evidenzia specifiche caratteristiche di trasmissione della malattia. Prima di sottoporsi ai test genetici è necessario rivolgersi a un genetista esperto che confermerà o smentirà l’utilità dell’esame.

L’autopalpazione: è una tecnica che consente alla donna di imparare a conoscere fin dalla giovane età il proprio seno. Seguirne le modificazioni cicliche e individuare precocemente eventuali trasformazioni anomale o punti dolenti. La sua efficacia in termini di screening è però molto bassa.

L’autopalpazione: per iniziare comodamente a casa propria

L’autopalpazione permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento.

L’esame si svolge in una prima fase di osservazione e solo dopo di palpazione sia del seno che del capezzolo.

Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria. In realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico. Ad esempio retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Importante è rispettare queste tempistiche. La struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili.

Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante. Le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione.

Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese. Deve essere effettuato con regolarità soprattutto dalle over 60. Poiché il picco di incidenza del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.

Come si esegue?

La donna si deve posizionare di fronte ad uno specchio in un ambiente ben illuminato col busto ben eretto e le braccia lungo i fianchi. Si inizia osservando eventuali variazioni di volume, arrossamenti, infossamenti o retrazioni, compresa l’area del capezzolo e l’areola mammaria.

Una volta alzate le braccia, si procederà con l’esame del quadrante inferiore e del solco sottomammario. L’autopalpazione va iniziata dall’esame delle cavità ascellari, alla ricerca di eventuali ghiandole ingrossate. Esplorando con i polpastrelli dell’indice e del medio della mano del lato opposto. Avendo cura di tenere il braccio del lato esplorato pendente lungo il fianco.

L’esplorazione manuale della mammella si esegue in posizione supina, mettendo un piccolo cuscino sotto la spalla corrispondente alla mammella. Il braccio dello stesso lato deve essere piegato al di sotto della testa.

L’autopalpazione deve essere leggera, praticata a partire dai margini (cavo ascellare, sterno, clavicole e solco sottomammario) verso il centro (il capezzolo). Può essere eseguita con le mani leggermente insaponate per renderla più fluida.autopalpazione

All’inizio potrete sentire diversi noduli o grumi, la ghiandola mammaria è formata da “grappoli” protetti da tessuto lipidico. Possono essere percepiti come noduli quando in realtà è solo la conformazione propria del seno. Solo conoscendosi mese dopo mese una donna sarà in grado di individuare quello che compare di nuovo.

Ovviamente le modificazioni avvertite dalla donna devono essere comunicate al medico, meglio se uno specialista, per comprendere cosa fare o che analisi sono più appropriate.

Ci possono essere dei noduli che compaiono prima e/o durante le mestruazioni. Se dopo le mestruazioni successive queste non scompaiono va mostrato al medico per un controllo. Potrebbe essere solo qualcosa di ormonale o qualcosa che merita un approfondimento.

 

Fonti

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-seno

https://nastrorosa.it

https://www.ostetrichebrescia.it/aree-di-consulenza/prevenzione/l-autopalpazione.html

https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-agli-esami/ecografia-mammaria

https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2018/11/2018_LG_AIOM_Mammella.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=23&area=Screening

http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsplingua=italiano&id=4489&area=Salute%20donna&menu=patologie

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