Se nel corso dei nove mesi abbiamo avuto mille altri pensieri e preoccupazioni, coma l’annuncio dell’imminente arrivo, la scelta del nome, il non poter mangiare questa o quell’altra cosa, l’allestimento della cameretta. Ecco che adesso, sul finire di essa, proprio quando credevamo di aver pensato a tutto, iniziano a venire una miriade di dubbi ulteriori. La borsa per l’ospedale è pronta, così come la cameretta. Ci rimane solo da aspettare pazientemente che passino queste ultime settimane. Ma nell’attesa ci ritroviamo, infine, a pensare al parto, tra paure e paranoie, e a ciò che succederà nei giorni successivi. I primi giorni di vita del nostro bambino li passeremo in ospedale, mentre noi cerchiamo di riprenderci dal parto e guardiamo ammirate cosa abbiamo creato. Ma cosa succederà davvero in quei giorni? Ci saranno ostetriche e infermiere pronte ad aiutarci e a rispondere a ogni nostro dubbio. Probabilmente immaginiamo il reparto maternità con quel vetro che tiene al sicuro tutti i piccoli nati, durante l’orario delle visite. Ma quando le porte dell’ospedale si chiudono e mamme e bambini rimangono soli cosa succede? Oggigiorno quasi tutti gli ospedali optano per il rooming in, anche se il nido rimane un aiuto essenziale per le mamme subito dopo il parto. Ma di cosa stiamo parlando?

Che cos’è il rooming in

Come dicevamo oramai quasi tutti gli ospedali offrono il rooming in. Ovvero, le mamme possono tenere i propri bambini in stanza con loro, sin da subito dopo la nascita. Una volta, invece, si preferiva lasciarli al nido e le infermiere ti portavano il bambino solamente per l’allattamento. Ma questi primi giorni di vita sono fondamentali per instaurare il rapporto più importante della nostra vita, quella tra una mamma e il proprio bambino.

Il rooming in
Il rooming in

Certo tutto ciò potrebbe terrorizzarci, nemmeno il tempo di riprenderci dal parto che dobbiamo subito iniziare ad occuparci del neonato! E poi come facciamo a sapere cosa dobbiamo fare? Sarà vero che sapremo tutto istintivamente?

In realtà non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche se il bambino è accanto a noi siamo sempre all’interno di una struttura ospedaliera con ostetriche e infermiere prontissime a darci una mano. Ma il rooming in è davvero importante e tutte dovrebbero preferirlo.

Perché il rooming in è importante?

Come dicevamo le prime ore e i primi giorni dopo il parto sono fondamentali per instaurare un rapporto madre figlio. Il parto non è stato un momento traumatico solamente per noi, ma anche per il nostro piccolo e lasciarlo da solo con le infermiere potrebbe essere un trauma ancora peggiore.

Il contatto fisico tra mamma e neonato fa si che lui si senta protetto e al sicuro, come se fosse ancora al calduccio all’interno del nostro utero.

Il rooming in è, inoltre, fondamentale dal punto di vista dell’allattamento. Avendolo accanto, infatti, potremo permettergli di attaccarsi ogni qualvolta ne senta il bisogno, senza essere costretti ad attendere alcune ore del giorno. Ciò consentirà non solo a lui e a noi di imparare sin da subito come attaccarsi al meglio, ma favorirà, anche, la produzione del latte.

Il rooming in è importante per entrambi i genitori. Infatti, moltissimi ospedali, anche se non ci troviamo in una camera privata, dove il papà può rimanere con noi giorno e notte, offrono comunque un servizio solitamente chiamato “l’ora dei papà”. Ciò vuol dire che i papà possono trattenersi oltre l’orario delle visite, per passare un po’ di tempo insieme alla mamma e al bambino. Ciò da la possibilità ad entrambi di iniziare a impratichirsi nel difficile compito di accudire un neonato.

Il rooming in
L’ora dei papà

Anche il nido è importante

Infine, per quanto il rooming in sia importante non dimentichiamoci nemmeno dell’importanza del nido, presente praticamente in tutti gli ospedali. La maggior parte dei reparti di maternità, infatti, scelgono di tenere i neonati al nido durante l’orario delle visite, dato che i loro anticorpi non sono ancora sviluppati e che orde di parenti invaderanno l’ospedale per dare il benvenuto al nuovo arrivato.

Ma il nido non è importante solamente per l’orario delle visite. Sarà comunque una costante sulla quale potrete contare per tutto il periodo del ricovero. Ad esempio, dopo un parto cesareo è praticamente certo che il bambino rimarrà per il primo giorno al nido, dando modo alla mamma di ristabilirsi.

Anche nel caso di parto naturale potremo chiedere aiuto al personale medico in qualsiasi momento, se abbiamo bisogno di riposo, se vogliamo fare una doccia o andare al bagno. Ogni qualvolta ne sentiamo l’esigenza possiamo chiedere alle infermiere di tenere il nostro piccolo al nido per un po’. Dopotutto, quella che è stata la giornata più bella della nostra vita è anche stata la più faticosa e un po’ di riposo ce lo meritiamo.

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