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“Lo stai allattando troppo a lungo. Così grande e ancora lo allatti?” Noi mamme lo sappiamo. Quante volte ci sentiamo giudicate in qualsiasi cosa facciamo. Eppure non dovremmo. Le scelte sono le nostre. Soprattutto per quanto riguarda l’allattamento. Si tratta di un bellissimo e delicato rapporto mamma-figlio e solamente loro due sanno quando è arrivato il momento di smettere. Ma in realtà quand’è che si arriva a parlare di allattamento prolungato? Quali sono i pro e i contro?

Allattamento: cosa dice l’OMS

L’OMS è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il cui compito è quello di garantire alla popolazione il più alto livello sanitario possibile e di diffondere tutte le informazioni.

Allattamento
Tutto ciò che riguarda l’allattamento è una libera scelta di mamma e bambino

Cosa dice, quindi, l’OMS riguardo all’allattamento? L’OMS raccomanda l’allattamento al seno esclusivo fino al compimento dei sei mesi. Ciò vuol dire senza l’aggiunto di nessun altro tipo di alimento esterno (nemmeno l’acqua!). Il latte materno ha, infatti, tutto ciò di cui il neonato ha bisogno.

Prosegue, poi, consigliandolo come alimento principale fino all’anno d’età. Principale, non esclusivo. Questo è il periodo dello svezzamento, durante il quale inizieremo a proporre al bambino altri tipi di cibo in maniera costante e graduale. Non è insolito che per questi ulteriori sei mesi il bambino continui a considerare il latte materno come fonte di alimentazione principale, mentre “sperimenta” altri cibi.

Dopodiché, l’OMS consiglia di proseguire l’allattamento (anche se non come alimento principale) fino ai due anni d’età. O anche oltre, se mamma e bambino lo desiderano.

Da quando viene considerato allattamento prolungato?

Sembra assurdo, quindi, sentire che qualcuno suggerisce di staccare il bambino dal seno ancor prima del compimento di un anno di vita o, addirittura, non appena inizia lo svezzamento, a sei mesi.

Allattamento prolungato
Viene considerato allattamento prolungato oltre i due anni

Seguendo le linee guida dell’OMS possiamo definire l’allattamento prolungato se esso continua oltre i due anni di vita del bambino. Ciò non vuol dire che sia una cosa negativa. Sempre l’OMS, infatti, incoraggia di proseguire finché mamma e bambino lo desiderano. Solo loro sanno quando è arrivato il momento di smettere.

Tuttavia, ciò cambia anche da cultura a cultura. Alcune “culture”, tra cui anche quella italiana, considerano l’allattamento prolungato a partire dall’anno di vita. Si tratta solo di una definizione culturale, perché, ovviamente, nessuno vuole negare la veridicità delle affermazioni dell’OMS.

Allattamento prolungato: pro…

I sostenitori dell’allattamento prolungato altro non fanno che promuovere i benefici dell’allattamento di per sé. Gli stessi benefici che ci sono nei primi mesi di vita del bambino. Ovvero: contiene anticorpi, protegge dalle malattie infantili, protegge la mamma dal cancro al seno. Inoltre: i bambini hanno minori probabilità di essere in sovrappeso, di contrarre il diabete, ecc.

In pratica tutto si può riassumere con un solo concetto: l’idea che dopo un po’ il latte materno diventi “acqua” è solo un falso mito. I benefici sono gli stessi dei primi mesi.

… e contro

Ovviamente, c’è anche un rovescio della medaglia. L’allattamento prolungato è un impegno per la mamma, che avrà difficoltà a rientrare a lavoro, ad allontanarsi dal bambino. Inoltre, la mamma dovrà continuare ad avere una dieta consona, non potrà assumere moltissimi tipi di medicinali, non avrà un ritorno regolare del ciclo mestruale, ecc.

E, come se non finisse qui, essa verrà additata e accusata all’estremo. Secondo molti, infatti, l’allattamento prolungato altro non è che un problema psicologico della mamma, che non vuole staccarsi e lasciare andare il bambino, ormai cresciuto.

Allo stesso modo, dall’altro lato, visti tutti i benefici elencati, una mamma che non potrà allattare sarà allo stesso modo accusata e additata.

La realtà, alla fine, è solamente una: l’allattamento è una cosa tra mamma e bambino. Loro decideranno quando e come smettere. E nessuno dovrebbe mai intromettersi.


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