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Parliamo di vaccini. Alcuni sono contrari, altri invece sono propensi e credono nella ricerca e nella prevenzione. Soprattutto quando si parla di malattie che possono contagiare e far del male seriamente ai nostri figli è bene essere preparati e per nulla prevenuti. In questo articolo vediamo i pro e i contro.

Perché vaccinarsi?

Semplice, perché i vaccini ci proteggono dalle malattie. In particolare prevengono la contrazione di gravi patologie potenzialmente mortali.

perché fare i vaccini
Perché fare i vaccini ai bimbi? Lo scopriamo in questo articolo

Soprattutto quando si parla di bambini, la campagna vaccinale in merito ad alcune specifiche malattie è obbligatoria – non solo per coscienza e per prevenzione, ma anche per poter mandare il bimbo all’asilo.

Vaccini: strumento di prevenzione

I vaccini sono il più potente strumento di prevenzione contro la malattia. Sono ciò che la sanità pubblica ha a propria disposizione per evitare che si inneschino meccanismi di epidemia e pandemia.

Una delle prime e più importanti campagne vaccinali del nostro paese fu quella del 1980 contro il vaiolo. I bambini venivano vaccinati nelle scuole e in pochissimo tempo la malattia venne evirata a livello mondiale.

vaccini e prevenzione
Vaccino significa prevenire una potenziale malattia mortale

Insieme al vaiolo, con le stesse dinamiche, anche la poliomielite è in via di estinzione totale. Senza l’utilizzo di questo strumento, molto probabilmente, saremo ancora impauriti dal contrarre queste bruttissime e mortali malattie.

Come affrontare la malattia

Quando ci si ammala (o si ammala nostro figlio) viviamo un momento di dolore, sofferenza e sconforto. I vaccini possono aiutarci ad affrontare la malattia con la consapevolezza che siamo protetti e che i sintomi gravi non si presenteranno.

Un esempio è il vaccino anti-influenzale. Quando lo si fa per prevenire l’influenza nei bambini, molto spesso ci si chiede se sia giusto farlo o meno. Non è obbligatorio e avrà degli effetti collaterali come dolori, raffreddamento e febbre. Però in forma lieve.

Non solo. Nel caso in cui poi vostro figlio contragga l’influenza a scuola, con il vaccino potrebbe cavarsela anche solo con un raffreddore della durata di 3 giorni al massimo. Al contrario, i bimbi non vaccinati contraggono l’influenza e stanno piuttosto male, con un periodo a casa molto più lungo.

Le statistiche sui vaccini

L’esempio che vi abbiamo riportato sopra è quello che le statistiche sui vaccini utilizzano più di frequente per dimostrare l’importanza della prevenzione.

La cosa importante da sapere però quando si parla di numeri è che grazie alle campagne vaccinali i nostri figli nel tempo hanno smesso di contrarre malattie per loro potenzialmente mortali. Esempi di quello che vi stiamo dicendo sono l’encefalite e la rosolia.

vaccini e statistiche
Le statistiche sui vaccini parlano chiaro: molte malattie potrebbero nuocere allo sviluppo dei nostri figli

Malattie che hanno spesso un decorso leggero e normale, ma che se contratte ad esempio in gravidanza o nei primi 2 anni di vita possono avere effetti negativissimi sulla salute del nascituro, della madre e dello sviluppo del bambino.

La trasmissione della malattia

Pensate a come si trasmettono le malattie. Da persona a persona, ad esempio con il contatto o lo scambio di mucose.

I vaccini proteggono noi da coloro che sono infetti e al tempo stesso coloro che non sono vaccinati perché mano mano si sviluppa quella che viene definita immunità di gregge.

L’immunità di gregge – se ne è molto parlato nel periodo del boom di casi Covid lo scorso 2021 – prevede che se la percentuale di individui vaccinati in un nucleo di popolazione è alto, si riduce la possibilità di contrazione per le persone che non hanno voluto o potuto fare il vaccino.

La conseguenza è che anche se queste persone vengono a contatto con il virus, la trasmissione dell’agente infettivo mano mano si riduce. Addirittura in certi casi arriva a zero.

Conclusione sull’argomento

Che siate propensi o meno a vaccinare i vostri figli, quello che dovete sapere è che anche se hanno effetti collaterali e molto spesso causano anche periodi lunghi di degenza a casa, in un mondo come il nostro non possiamo non prendere in considerazione l’idea di farli per prevenzione.

L’immunità di gregge la si raggiunge anche con un alto numero di contagi e guarigioni, ma a scapito di molte persone che spesso non ce la fanno, come nel caso del Covid. Qual è secondo voi la strada migliore?


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