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Temuti dai genitori, sopratutto nei luoghi pubblici, capricci e crisi possono nascere anche dalle più piccole incomprensioni. Impariamo a riconoscerli per prevenirli e affrontarli nel migliore dei modi.

Capricci e crisi cosa fare?

Siete al parco, vostro figlio ha amorevolmente giocato per tutto il tempo, ha anche affrontato discorsi importanti riguardo i personaggi dei cartoni insieme ad un altro bambino. Poi, di punto in bianco, quando annunciate che è giunta l’ora di tornare a casa, scoppia la crisi.

Oppure siete al supermercato e vostro figlio inizia a fare capricci su qualunque cosa veda: voglio questo, compriamo quello, tocca tutto. La vostra pazienza è sull’orlo di cedere, sopratutto perché vi sentite gli occhi di tutti puntati addosso.

Capricci e crisi
Quando il bambino è sopraffatto dalla rabbia dimentica il motivo per cui si è arrabbiato

Il timore del giudizio altrui infatti è un elemento spesso decisivo su come si affrontano capricci e crisi. A volte si teme di essere visti come genitori troppo permissivi e si ha paura di alzare la voce. O, al contrario, nel tentativo di sedare la situazione la si alza decisamente troppo attirando ulteriormente l’attenzione altrui.

Va detto che una fase oppositiva è normale durante il percorso di crescita dei bambini, anzi è fondamentale per affermare la propria volontà rispetto all’autorità degli adulti.

Capricci e crisi, sopratutto tra i 2 e i 3 anni

I bambini intorno ai 2, 3 anni hanno ormai sviluppato la loro autonomia motoria e linguistica, cominciano così ad affacciarsi al mondo esterno. Non è ancora presente però la parte più razionale, così ogni frustrazione si sviluppa attraverso il canale motorio.

Questa immaturità si nota da atteggiamenti esagerati come crisi eccessive, capricci con urla e grida, eccessivi movimenti corporei o con il lancio di oggetti. Si può arrivare, infine, anche a veri e propri gesti autolesionisti.

Il temper tantrum

Nella letteratura anglosassone questi comportamenti eccessivi vengono classificati come temper tantrum. Ossia quando la reazione è spropositata e prende il sopravvento rispetto alle cause che l’hanno generata.

Il bambino perde il controllo della situazione, trascinato dall’escalation di rabbia, dimentica così il motivo iniziale che ha scaturito la rabbia.

Capricci e crisi
Non facciamoci coinvolgere dalla loro rabbia

Il comportamento eccessivo però ha sempre come elemento comune: la presenza di un adulto. Infatti non si sarebbe manifestato altrimenti, il mittente del messaggio è l’adulto. Spesso i più piccoli non sono in grado di esprimere a dovere la propria frustrazione e trovando inadatti gli atteggiamenti di chi li sta accudendo, perdono il controllo della situazione.

Cosa fare quindi?

La reazione del genitore, in un momento così concitato, spesso è quella di voler reprimere al più presto la crisi. Il metodo più utilizzato è quello di richiedere la calma o, peggio, di urlare a propria volta invocando il silenzio. Innescando un vortice di rabbia che conduce a volte anche a punizioni fisiche.

La cosa che spesso invece non si comprende è che quel momento critico, è critico anche per il bambino che lo sta vivendo. Come se fosse investito da una tempesta emotiva che non sa gestire, un uragano di sentimenti a volte anche contrastanti.

Cosa fare quindi in caso di capricci e crisi? Invochiamo la calma non ha parole, ma con il nostro atteggiamento. Restiamo calmi noi per primi, osservando quella tempesta dall’esterno, senza farci travolgere.

Facciamo vedere la nostra presenza tranquilla e pacifica, osserviamo e, senza esagerare, cerchiamo di chiarire qual’è il problema. Se abbiamo un pubblico che ci osserva, cerchiamo di escluderlo dalla situazione, evitiamo gesti bruschi e troviamo un luogo sereno dove stemperare gli animi.

Utilizzando questo metodo, ponendo domande volte a capire la motivazione della scenata e tranquillizzando il bambino con la nostra calma, lui imparerà a gestire i momenti di rabbia intensa sentendosi accolto anziché ostacolato. Questo sarà la base per gestire la rabbia anche durante i litigi tra bambini.


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